lunedì, 20 febbraio 2006
«Le mie proposte concrete per Roma»
 
Contributo del 30 per cento sugli affitti e rivalutazione del patrimonio artistico

Rita Smordoni

Prosegue la sfida di Mauro Cutrufo per il Campidoglio. Ieri l'esponente della Democrazia cristiana per le Autonomie, candidato sindaco di Roma per il partito di Rotondi, ha presentato al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede, il suo programma elettorale.
In sala iscritti, simpatizzanti ed anche un amico particolare: don Pierino Gelmini, fondatore di Comunità Incontro, confraternita cui è iscritto il senatore Dc. Rispetto ad altri partiti della coalizione di centrodestra,
Cutrufo sceglie la via della comunicazione semplice, sfuggendo al «politichese». E presenta le sue idee in una forma grafica accattivante: un opuscolo di venti pagine, con tanto di vignette colorate e fumetti. «Meglio un solo potente super Comune? No! Meglio 19 super municipi» si legge su una vignetta. «Gli oratori sono la voce delle famiglie, dei disabili e delle periferie» su un'altra. «Vendita a prezzo sociale delle case ex-Iacp, contributo del 30 per cento sul costo di affitto: questo nel mio programma trova.
.. casa», su una terza.
Al centro del programma, molte idee concrete. La rivalutazione del patrimonio artistico ed archeologico della città eterna. Maggiori poteri al consiglio comunale ed ai municipi. Un commissario straordinario per la mobilità, che progetti ed affidi ad una public company la realizzazione di 150 nuovi chilometri di metropolitana in dieci anni. Via libera anche alla circolazione dei motorini sulle corsie preferenziali. E un assessorato per la valorizzazione dell'identità cristiana.

Sul fronte della casa, Cutrufo propone di creare una nuova società a capitale misto pubblico-privato denominata «Roma affitti», con il compito di contribuire al 30 per cento dei costi dell'affitto. Da dove arriverebbero i soldi? «Da un apposito fondo di solidarietà e dalla dismissione del patrimonio Ater», risponde l'esponente Dc: «Io non improvviso niente, ho fatto l'amministratore di questa città prima di tutti gli altri candidati, sono stato assessore, quando ero al Campidoglio ho fatto molte cose per la città - afferma Cutrufo -.
La mia ricetta per governare Roma? Amarla e fare tutti i sacrifici che servono per farla rinascere. Dare a Roma una legislazione adeguata alla capitale d'Italia. Dobbiamo seguire l'esempio di Berlino e dei berlinesi, che hanno ricostruito da capo la loro metropoli».
Dopo tanti anni la Dc torna a correre per il Comune. «Roma, nun fa la stupida... stavolta», lo slogan che campeggia sui manifesti dello scudocrociato. «Veltroni? - ammonisce Cutrufo - Se anche venisse rieletto sindaco, fra due anni magari potrebbe lasciare il Campidoglio per andare a Palazzo Chigi.
E poi ha portato Roma ad avere un debito di 7mila milioni. Meglio cambiare. Il mio non è un libro dei sogni, ma un elenco di proposte concrete e fattibili - conclude -. Io sono un romano che ama Roma e la vuole riportare ai livelli che competono a questa grande capitale che fu e rimane l'Urbe per il mondo intero».
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categoria:cutrufo
lunedì, 20 febbraio 2006
Un «atto di buona volontà contro i violenti».
Il ministro Gianni Alemanno, candidato di An per il Campidoglio, lo chiede al sindaco dopo gli ultimi avvenimenti. «Veltroni deve dare il buon esempio - dice Alemanno - Deve compiere un gesto chiudendo e sgomberando almeno il centro sociale occupato più pericoloso attualmente: “La Strada” alla Garbatella. Altrimenti i suoi appelli contro la violenza rischiano di essere solo parole». Il ministro ha presentato anche un dossier sui centri sociali, consegnato ieri al questore Marcello Fulvi. «Il questore ci ha garantito che farà tutto il possibile, assicurando un maggiore impegno delle forze dell’ordine - sottolinea Alemanno - Adesso però deve intervenire Veltroni con un segnale chiaro perché, in clima di campagna elettorale, temo che molti possano emulare questi gesti violenti. Se farà un gesto chiudendo il centro sociale, siamo disposti a dare a lui il massimo del riconoscimento e a preparare insieme delle iniziative che ci sembreranno di volta in volta più opportune».

(dal Messaggero)
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categoria:alemanno, sgomberi
lunedì, 20 febbraio 2006

Alemanno sabato alla conferenza nazionale sull'agricoltura "Coltiviamo il futuro"

Sabato 18 febbraio 2006, si terrà la Conferenza Nazionale sull’Agricoltura dal tema “Coltiviamo il futuro”, organizzata dalla Consulta nazionale per l’agricoltura di Alleanza Nazionale. Sarà l’occasione per tracciare il bilancio di cinque anni di Governo nel settore agroalimentare e per illustrare le linee guida del programma da attuare nel prossimo futuro. L’appuntamento è presso “La Corte di Arenaro” – Sala Nervi – via Aurelia km28, in località Torrimpietra a Roma, a partire dalle ore 10.30. Tra i partecipanti, oltre al Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, ci saranno anche Gianfranco Fini, vicepresidente del Consiglio dei Ministri; Antonio Buonfiglio, presidente della Consulta Nazionale per l'Agricoltura; Stefano Losurdo, coordinatore della Consulta sull'Agricoltura; Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia e Luca Bellotti, della Commissione Agricoltura e presidente del Comitato nazionale sui biocombustibili del Mipaf.

  Destra Sociale.Org
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lunedì, 20 febbraio 2006

"Per il 2011 completeremo le grandi opere"

Le dichiarazioni del sindaco di Roma VeltroniLe città creative'. Il primo cittadino lancia la sfida: "Tra Metro C e ponte sullo Stretto vedremo chi finirà prima i lavori" arrivano a margine del suo intervento nell'ambito del convegno, tenutosi in Campidoglio, '


Roma 16 febbraio 2006 - "Mi auguro che le tutte le forze politiche non si facciano prendere da quel clima effimero che e' la campagna elettorale e che mantengano distinti i due piani per consentire a Roma di avere un programma di crescita e sviluppo" ha dichiarato Walter Veltroni. Il sindaco di Roma ha anche annunciato che per sabato sarà approvata la delibera sulle controdeduzioni al Prg: una commissione composta da giudici della Corte Costituzionale ha aggiudicato una gara che prevede 500 milioni di euro di spese in meno e di terminare i lavori con due anni di anticipo. "Tra il 2010 e il 2011 - conclude il primo cittadino della Capitale - avremo completato il prolungamento della metro B1, della prima tratta della C, e potra' partire project financing della linea D della metro". Veltroni si sbilancia al punto di lanciare una sfida: "Tra il ponte sullo Stretto di Messina e la metro C, vediamo quale dei due si fara' prima".

Le dichiarazioni arrivano a margine dell'intervento del sindaco capitolino nell'ambito del convegno, tenutosi in Campidoglio, 'Le città creative'. Nell'occasione si è parlato del 'modello Roma', ovvero come la città si organizza. Non è per vanteria, chiosa Veltroni, ma il miglior risultato per l'amministrazione è far "sì che qualcuno si parametri a noi". La formula è semplice e si basa anche su creatività e 'inclusione sociale' (Roma non ha veri e propri quartieri etnici). Veltroni fa infine notare che "la città, se sollecitato il suo spirito solidale, risponde alla grande".

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categoria:veltroni, grandi opere
lunedì, 20 febbraio 2006
«Elezioni comunali, il vento è cambiato»
- di Redazione -
 
«È innegabile che la tendenza si sia nettamente invertita. Non c'è bisogno dei sondaggi per capirlo». Lo ha detto il ministro e candidato a sindaco di Roma per l'Udc Mario Baccini, aggiungendo che «chi fa politica sul territorio lo sta già misurando con numerosi indecisi che in questi giorni si sono rifatti vivi e anche con qualche ritorno di fiamma.
Credo che ne vedremo delle belle nei prossimi giorni. Anche per le elezioni comunali di Roma». Baccini ha poi parlato di Veltroni, il sindaco che «inaugura anche le panchine. Ma poi ciò che Veltroni inaugura lo ha ottenuto con il contributo del governo». Baccini ha poi confermato che le elezioni comunali di Roma si terranno a maggio, ma che la data è ancora da decidere:
«Penso però più nella seconda quindicina di maggio». E sulla candidatura a sindaco di Roma della Mussolini: «Se Alessandra sarà candidata a Roma sarò felice, ci aiuterà a conquistare il Campidoglio».
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categoria:baccini
lunedì, 20 febbraio 2006

Manifesti, Roma "sporcata" dai partiti

Due campagne elettorali combattute fino all'ultima affissione: tra Politiche e Comunali, nel 2006 liste e coalizioni "impacchetteranno" Roma come un dono natalizio. Già si sprecano gli abusi e Veltroni scrive ai colleghi: "Rispettate il decoro dell'Urbe". Inviate le vostre foto per la gallery di RomaOne.it


Roma, 31 gennaio 2006 - Faccioni, sorrisi, cravatte, slogan. Frasi che promettono, che evocano, che criticano, che sfottono persino. E sfondi azzurri, bianchi, rossi, verdi. Ma soprattutto sigle e simboli di partiti, partitelli, liste, coalizioni. Il 2006 sarà anno di elezioni, tanto per cambiare. I manifesti elettorali già spuntano come funghi ovunque in giro per Roma. Dai 6x3 in giù, è un florilegio di misure e proporzioni che "incartano" senza pudore la Città Eterna. Si scatena la fantasia di chi deve scegliere il posto dove piazzarli, il migliore, il più visibile. E vai giù di colla lungo le strade, sulle facciate dei palazzi, addirittura sui monumenti, a ridosso dei parchi, alle fermate dei mezzi pubblici, sui lampioni e persino nelle cabine telefoniche. Le regole ci sarebbero, ma l'abusivismo delle affissioni è una piaga che rimane e che si aggrava puntualmente ad ogni tornata elettorale. L'anno scorso ci si era messa anche la Finanziaria con un condono ad hoc e l'assessore all'Ambiente Esposito aveva parlato a RomaOne.it di "tragedia per questa città".

Per Roma, però, il 2006 non sarà un'annata come le altre. Il 9 aprile si celebra un voto politico che ha il sapore di un giudizio universale: è sufficiente vedere i toni di una campagna elettorale senza esclusione di colpi - e di manifesti - già tre mesi prima. Come se non bastasse, un mese dopo tocca anche rinnovare il Campidoglio. Veltroni voleva l'Election day, chiedeva di mettere tutto insieme e buonanotte. Invece no: la Città Eterna farà appena in tempo ad uscire dal ciclone di carta delle Politiche, che si vedrà subito "rimpacchettata" dagli slogan dei partiti per le Comunali.

Il sindaco ha già affrontato il problema in una lettera rivolta a tutti i partiti: "Mancano poco più di tre mesi alle amministrative, e ancor meno alle politiche, e già i muri di Roma sono imbrattati da manifesti affissi illegalmente". Il primo cittadino ricorda che, accanto a una dura azione condotta contro l'abusivismo, l'amministrazione "ha raddoppiato negli ultimi anni gli spazi per i manifesti della campagna elettorale". Insomma, i luoghi per la comunicazione politica non mancano. Dunque è inutile offendere il decoro di una città che è patrimonio del mondo intero e che sempre più attira il turismo nazionale e internazionale (16milioni di arrivi l'anno) soprattutto in primavera e autunno.

RomaOne.it andrà in giro a fotografare e a documentare gli abusi commessi dai partiti ai danni delle meraviglie dell'Urbe. Chiediamo ai nostri lettori di fare lo stesso. E di spedirci le loro foto a redazione@romaone.it per una "galleria dell'orrore" che sia la più nutrita ed "eloquente" possibile. Perché un voto non val bene uno sfregio.


romaone
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categoria:manifesti
sabato, 18 febbraio 2006
«I Ds di Roma si impegnano ad eleggere alle prossime elezioni amministrative, cittadini immigrati in possesso dei necessari requisiti di cittadinanza. Questo è stato stabilito da un ordine del giorno approvato all’unanimità dalla direzione romana del partito». Lo dichiara Maurizio Bartolucci presidente della commissione speciale per il Diritto di voto agli stranieri e Consigliere comunale Ds. «È un passo importante - continua Bartolucci - con il quale il nostro partito cerca di interpretare il cambiamento del tessuto sociale della Capitale: infatti gli immigrati che vivono a Roma sono ormai 300.000 e proprio per questo si è costituito nella città il Mids (Movimento immigrati democratici di sinistra). L’impegno a far eleggere cittadini aderenti al Mids ha come scopo quello di integrare gli stranieri e di farli diventare, attraverso l’attività politica, cittadini romani a tutti gli effetti, ben inseriti nelle realtà dove vivono».
«Per i Ds - conclude Bartolucci, - gli immigrati sono una grande risorsa e lo sono anche per la nostra città». Il capogruppo di An in Campidoglio Sergio Marchi suppone che i Ds possano presentare «liste di irregolari». Bartolucci risponde che, ovviamente, si parlava di «cittadini immigrati che avessero i requisiti necessari per essere eletti: primo tra tutti quello della cittadinanza italiana».

(Dall'Unità - cronaca di Roma - 18 febbraio 2006)
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categoria:immigrati, ds