martedì, 18 aprile 2006
Alemanno, pronto a ritirarmi se si decide in tempi brevi

(ANSA) - ROMA, 13 APR - Dionisi, esponente Udc nel Lazio, giudica positivamente l'ipotesi di una candidatura unitaria della Cdl per l'elezione del sindaco di Roma. Allo stato attuale, la corsa per la poltrona di Walter Veltroni e' tra Baccini(Udc), Alemanno(An), Antoniozzi (FI).Proprio l'esponente di Alleanza Nazionale si e' detto disposto a 'rinunciare alla candidatura a patto che si decida in tempi brevi'. Anche il segretario di Alternativa Sociale Mussolini si e' detta favorevole ad una candidatura unica della Cdl.
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categoria:mussolini, antoniozzi, baccini, cutrufo
venerdì, 17 marzo 2006
Baccini: «Cerco contatto con la Roma che lavora»
- di Redazione -
 
«Cerco il contatto con la Roma che lavora e con i cittadini che producono. Roma è una città laboriosa, ma che sembra rassegnata nella lotta contro i problemi quotidiani. Voglio scuotere le coscienze, perché si può migliorare la qualità dei servizi». Lo ha detto il candidato dell'Udc a sindaco di Roma, Mario Baccini, facendo visita agli operatori del mercato Trionfale.
«Sono già andato ai mercati generali e presto andrò al mercato ittico - ha spiegato Baccini - perché questo rispecchia la mia candidatura del territorio.
Sto raccogliendo i problemi direttamente dai cittadini, perché il mio compito ora è dare voce a chi non la trova». Il mercato ha accolto con affetto Baccini. Tra i saluti è arrivata anche qualche richiesta. «Sono una vedova e vado avanti con la pensione di mio marito, ma come faccio a campare con 445 euro al mese? A noi non ci pensate?», ha chiesto una signora che stava facendo la spesa. «Questo è un problema serio per cui mi batterò - ha risposto il candidato sindaco - perché tra i miei programmi c'è l'aumento della capacità di spesa e maggiore controllo sui prezzi».
Tra gli operatori dei banchi una delle richieste più frequenti è stata il trasferimento del mercato. «Ci avevano promesso che i lavori per lo spostamento del mercato - ha detto il titolare di una farmacia in via Doria - sarebbero durati 18 mesi, ma il cantiere è stato aperto nell'agosto del 2004 e ancora non c'è una soluzione». Per Baccini «il trasferimento ormai sembra relegato nel mondo dei sogni. L'amministrazione - ha detto - non ha mantenuto i suoi impegni creando ancora più disagi per cittadini e operatori.

Si stanno trascurando problemi importanti». Mentre Baccini si allontanava dal mercato, una signora che da anni abita nella zona, sospirando ha detto: «Vorrei che i politici andassero tutti d'amore e d'accordo, è l'unico modo per risolvere davvero i problemi di Roma».
 
 
 
  
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lunedì, 20 febbraio 2006
«Elezioni comunali, il vento è cambiato»
- di Redazione -
 
«È innegabile che la tendenza si sia nettamente invertita. Non c'è bisogno dei sondaggi per capirlo». Lo ha detto il ministro e candidato a sindaco di Roma per l'Udc Mario Baccini, aggiungendo che «chi fa politica sul territorio lo sta già misurando con numerosi indecisi che in questi giorni si sono rifatti vivi e anche con qualche ritorno di fiamma.
Credo che ne vedremo delle belle nei prossimi giorni. Anche per le elezioni comunali di Roma». Baccini ha poi parlato di Veltroni, il sindaco che «inaugura anche le panchine. Ma poi ciò che Veltroni inaugura lo ha ottenuto con il contributo del governo». Baccini ha poi confermato che le elezioni comunali di Roma si terranno a maggio, ma che la data è ancora da decidere:
«Penso però più nella seconda quindicina di maggio». E sulla candidatura a sindaco di Roma della Mussolini: «Se Alessandra sarà candidata a Roma sarò felice, ci aiuterà a conquistare il Campidoglio».
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venerdì, 20 gennaio 2006
13 Gennaio 2006

ELEZIONI COMUNALI

Cdl, vertice al bar
senza Baccini

di Mariagrazia Gerina


Dovevano essere in quattro, come gli amici della canzone di Gino Paoli. Appuntamento in un bar di piazza del Popolo per paralare di strategia elettorale e programma comune. Ma Baccini ha già detto che non ci sarà, impegnato a slegarsi dai partiti della Cdl, sarà alla stessa ora con i suoi amici a progettare la nascita della «lista Baccini». Vertice azzoppato, a credere all’intesa programmatica lanciata da Alemanno per savare la faccia sono rimasti in tre.
Alemanno stesso, Antoniozzi, il neo-candidato di Forza Italia e Cutrufo, il candidato della nuova Dc.
Intesa mancata. E scambio di insulti. Con l’Udc Armando Dionisi che non stenta a definire «paradossale» il vertice al bar senza Baccini. «Peccato, perde un’occasione importante», bisbiglia Alfredo Antoniozzi. «La sua decisione vanifica in parte l’obiettivo dell’iniziativa che era quello di delineare una cornice programmatica comune all’intero della quale ogni partito sarebbe stato libero di muoversi, secondo le proprie peculiarità», riconosce Francesco Giro (Fi), consigliere del coordinatore azzurro Bondi. Mentre dall’entourage del candidato Udc fanno sapere che il simbolo della «Lista Baccini» è pronto, mentre ben quattro liste civiche si preparano a sostenere il ministro della Funzione pubblica. Un modo per marcare ancora di più la distanza dagli altri partiti della Cdl, fermo restando, ovviamente, l’appoggio dell’Udc.
No comment da parte del ministro dell’Agricoltura, che incassa la seconda brutta notizia della settimana, dopo l’autorizzazione a procedere per la vicenda del latte «Fresco Blu» della Parmalat (gli 85 mila euro versati da Tanzi alla rivista Area, della corrente di Alemanno, sotto forma di pubblicità). Vicenda su cui il centrosinistra sceglie di non infierire. «Ne ho parlato anche con il sindaco - fa sapere il coordinatore della maggioranza capitolina Silvio Di Francia - che ritiene che la nostra coalizione non debba in alcun modo strumentalizzare, con manifesti o altro, vicende che nulla hanno a che fare con il confronto politico».
Mariagrazia Gerina
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martedì, 17 gennaio 2006
Edizione 5 del 14-01-2006

Berlusconi utilizza le comunali romane per rodare il soggetto unico e valorizzare i più fedeli

Si sceglie il candidato sindaco, a Roma in corsa An, Udc e Dc
di Ruggiero Capone

L’esperto di sondaggi Nicola Piepoli ha già intravisto una via d’uscita alla tenzone capitolina interna alla Cdl: quella che vede Udc, An, Forza Italia e Dc confrontarsi sul candidato sindaco per le comunali romane del 2006. Piepoli ha proposto un ticket a due: e cioè con Gianni Alemanno candidato sindaco del centro-destra, e Mario Baccini o Alfredo Antoniozzi vicesindaco. Ma rimane il problema Mauro Cutrufo, candidato della Democrazia Cristiana: partito a cui Berlusconi ha pochi giorni fa aperto la porta principale della Cdl. Secondo indiscrezioni l’ipotesi Cutrufo avrebbe già animato l’ipotesi di Gianni Alemanno candidato sindaco con vice Baccini o Cutrufo. Infatti pare che Berlusconi non voglia utilizzare Antoniozzi (europarlamentare di FI) come vice, bensì riservare all’esponente azzurro un ruolo più politico, nell’imminente organizzazione del partito unico. Piepoli nell’ultimo anno fa fotografato la situazione romana, raccogliendo dati sufficienti a sostenere la tesi che, tra i tre candidati della Cdl al Campidoglio, Alemanno (candidato di Alleanza nazionale) sovrasta di diversi punti percentuali sia l’esponente dell’Udc che quello di Forza Italia.

E se il sistema delle tre punte a livello locale non paga, allora figuriamoci quello a quattro punte, con un Cutrufo che, secondo i sondaggi, assorbe non poco consenso centrista e democristiano. “La scelta obbligatoria è seguire il naturale organigramma del Comune. Molto però - continua Piepoli - dipenderà da quanto saranno capaci di lavorare insieme come squadra. I romani comunque hanno già deciso: contro Veltroni non c’è storia che tenga”. Essere vice di Alemanno non interessa a Baccini e, soprattutto, all’Udc: il partito di Casini e Cesa non si sente da meno di An e rammenta che queste comunali daranno e le prossime politiche daranno il polso della situazione politica, cioè lo stato attuale dei pesi nella coalizione. Da qui la decisione di Mario Baccini di disertare il vertice dei candidati al Campidoglio della Cdl. Baccini preferisce incontrare i comitati cittadini dell’Udc: al momento impegnati nel definire le liste civiche che sosterranno il ministro della Funzione pubblica alle comunali romane, e che saranno probabilmente presentate entro un mese. Ma la grande attesa è per la lista “Baccini sindaco”, di cui lo stesso aveva parlato e che sarà presentata entro fine gennaio. Ma la grande preoccupazione dell’Udc è la “lista Cutrufo sindaco”, che sembra abbia già raccolto la disponibilità a candidature consiliari da parte di dirigenti romani di ministeri ed Asl: cosa emersa durante la presentazione dell’entrata della Dc nella Cdl.

Infatti alla manifestazione (alla presenza di Silvio Berlusconi e Gianfranco Rotondi) attendevano Mauro Cutrufo un nutrito numero di vertici delle locali pubbliche amministrazioni. La cosa non è passata inosservata, e conseguentemente sono aumentate le quotazioni del candidato della Dc al Campidoglio. E qualche vocina di corridoio parla anche d’una mediazione (che verrebbe condotta da Silvio Berlusconi in persona) che porterebbe a far fare un passo indietro sia ad An che ad FI, e per schierare su Roma il ticket Baccini candidato sindaco e Cutrufo vice: una scelta motivata dal futuro obiettivo della casa comune, in cui a nessun colonnello nei partiti d’origine sarebbe consigliato mettere in scena duelli e battaglie di galli. “Berlusconi intende metterli tutti in riga”, ci suggeriscono dal laboratorio del soggetto unico.
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lunedì, 16 gennaio 2006
Cdl, appello comune delle tre punte
 
Alemanno, Antoniozzi e Cutrufo tracciano le linee guida condivise per i candidati «alternativi a Veltroni»

Massimo Malpica

«Vogliamo lanciare un grande appello a tutte le forze politiche, sociali, economiche e produttive e a tutti i cittadini romani per costruire un grande progetto per Roma e una concreta e vincente alternativa a tredici anni di ininterrotto governo della sinistra sulla Capitale». Parlano con una sola voce gli «attaccanti» designati dalla Cdl per strappare il Campidoglio a Walter Veltroni. Che ieri si sono incontrati, come voleva il candidato di An Gianni Alemanno, per trovare una piattaforma comune,
un «quadro» valido per tutti, all'interno del quale poi sviluppare il proprio programma. Ma, come era peraltro annunciato, al primo piano del bar Rosati nel primo pomeriggio di ieri mancava all'appello uno dei «quattro moschettieri» del centrodestra. Mario Baccini, ministro della Funzione pubblica e in corsa per le insegne dell'Udc, ha infatti deciso di disertare il vertice, lasciando che tra un caffè e una tartina a stabilire le linee guida per proporsi come «Anti-Veltroni», restassero solo Alemanno,
il candidato azzurro Alfredo Antoniozzi e quello della nuova Dc, Mauro Cutrufo. Oltre ai tre, intorno al tavolo di Rosati c'era il coordinatore regionale di An, Francesco Aracri, la sua omologa in Forza Italia Beatrice Lorenzin, insieme al coordinatore cittadino Giampaolo Sodano e al responsabile di Fi per la campagna elettorale nel Lazio, Giorgio Simeoni. Ad accompagnare Cutrufo, infine, i coordinatori per Roma, Antonio Gazzellone, e per il Lazio, Massimo Nardi.
E, insieme all'appello lanciato ai romani affamati di un'alternativa al monopolio amministrativo del centrosinistra nella capitale,
 

continua sul giornale on line
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lunedì, 16 gennaio 2006
«Baccini? Poco credibile sul programma comune»
- di Redazione -
 
«Spiace tornare a leggere sulla stampa romana il rifiuto del ministro Baccini a sottoscrivere una piattaforma programmatica comune della Cdl che ponga le basi per voltare pagina al Campidoglio e dare alla Capitale un nuovo sindaco».
Lo sostiene Francesco Giro (Fi), consigliere politico di Sandro Bondi. «Ci sembra infatti poco credibile che il ministro di un governo di centrodestra mentre sul piano nazionale aderisce con i suoi alleati ai valori comuni della nostra tradizione liberale e cattolica,
sul piano amministrativo e romano sembra al contrario volersi a tutti i costi distinguere e distinguere la propria azione politica».

dal Giornale
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categoria:forza italia, baccini