lunedì, 01 maggio 2006
LA DENUNCIA

«Consegna liste nel caos»
«L'UFFICIO elettorale ed il Ceu del Comune di Roma si potrebbero rendere responsabili della mancata presentazione di diverse liste per le prossime elezioni di rinnovo del Campidoglio». A lanciare l'allarme è la Democrazia Cristiana per le Autonomie. «Questa mattina (ieri ndr) di buonora si è già prodotta la fila dei rappresentanti di varie liste che debbono urgentemente avere i certificati elettorali dei candidati delle stesse - ha dichiarato il Senatore Mauro Cutrufo, Vicesegretario della Democrazia Cristiana. Nonostante i solleciti nessun segnale è venuto dal Ceu e dall'ufficio elettorale; i responsabili di quest'ufficio sono peraltro ben consci che alle 12 va consegnata tutta la documentazione complessa per poter partecipare alla competizione. A quest'ora, ancora nessuna notizia. È di tutta evidenza che si tratta di grave turbativa elettorale e intendiamo presentare, insieme con tutte le Liste danneggiate, denuncia alla Procura della Repubblica. Abbiamo chiesto al Prefetto di intervenire immediatemente per il corretto svolgimento della competizione elettorale - continua Cutrufo. Anche in questo modo qualcuno vuole organizzare la resistenza. A mali estremi estremi rimedi! Va bene il Sindaco - conclude il Vicesegretario democristiano - ma siamo contro i Potestà». Una vicenda che sembra lanciare qualche ombra sull’apertura della campagna elettorale e che presumibilmente non mancherà di generare polemiche anche nei prossimi giorni.

domenica 30 aprile 2006
 
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categoria:cutrufo
martedì, 18 aprile 2006
Alemanno, pronto a ritirarmi se si decide in tempi brevi

(ANSA) - ROMA, 13 APR - Dionisi, esponente Udc nel Lazio, giudica positivamente l'ipotesi di una candidatura unitaria della Cdl per l'elezione del sindaco di Roma. Allo stato attuale, la corsa per la poltrona di Walter Veltroni e' tra Baccini(Udc), Alemanno(An), Antoniozzi (FI).Proprio l'esponente di Alleanza Nazionale si e' detto disposto a 'rinunciare alla candidatura a patto che si decida in tempi brevi'. Anche il segretario di Alternativa Sociale Mussolini si e' detta favorevole ad una candidatura unica della Cdl.
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lunedì, 20 febbraio 2006
«Le mie proposte concrete per Roma»
 
Contributo del 30 per cento sugli affitti e rivalutazione del patrimonio artistico

Rita Smordoni

Prosegue la sfida di Mauro Cutrufo per il Campidoglio. Ieri l'esponente della Democrazia cristiana per le Autonomie, candidato sindaco di Roma per il partito di Rotondi, ha presentato al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede, il suo programma elettorale.
In sala iscritti, simpatizzanti ed anche un amico particolare: don Pierino Gelmini, fondatore di Comunità Incontro, confraternita cui è iscritto il senatore Dc. Rispetto ad altri partiti della coalizione di centrodestra,
Cutrufo sceglie la via della comunicazione semplice, sfuggendo al «politichese». E presenta le sue idee in una forma grafica accattivante: un opuscolo di venti pagine, con tanto di vignette colorate e fumetti. «Meglio un solo potente super Comune? No! Meglio 19 super municipi» si legge su una vignetta. «Gli oratori sono la voce delle famiglie, dei disabili e delle periferie» su un'altra. «Vendita a prezzo sociale delle case ex-Iacp, contributo del 30 per cento sul costo di affitto: questo nel mio programma trova.
.. casa», su una terza.
Al centro del programma, molte idee concrete. La rivalutazione del patrimonio artistico ed archeologico della città eterna. Maggiori poteri al consiglio comunale ed ai municipi. Un commissario straordinario per la mobilità, che progetti ed affidi ad una public company la realizzazione di 150 nuovi chilometri di metropolitana in dieci anni. Via libera anche alla circolazione dei motorini sulle corsie preferenziali. E un assessorato per la valorizzazione dell'identità cristiana.

Sul fronte della casa, Cutrufo propone di creare una nuova società a capitale misto pubblico-privato denominata «Roma affitti», con il compito di contribuire al 30 per cento dei costi dell'affitto. Da dove arriverebbero i soldi? «Da un apposito fondo di solidarietà e dalla dismissione del patrimonio Ater», risponde l'esponente Dc: «Io non improvviso niente, ho fatto l'amministratore di questa città prima di tutti gli altri candidati, sono stato assessore, quando ero al Campidoglio ho fatto molte cose per la città - afferma Cutrufo -.
La mia ricetta per governare Roma? Amarla e fare tutti i sacrifici che servono per farla rinascere. Dare a Roma una legislazione adeguata alla capitale d'Italia. Dobbiamo seguire l'esempio di Berlino e dei berlinesi, che hanno ricostruito da capo la loro metropoli».
Dopo tanti anni la Dc torna a correre per il Comune. «Roma, nun fa la stupida... stavolta», lo slogan che campeggia sui manifesti dello scudocrociato. «Veltroni? - ammonisce Cutrufo - Se anche venisse rieletto sindaco, fra due anni magari potrebbe lasciare il Campidoglio per andare a Palazzo Chigi.
E poi ha portato Roma ad avere un debito di 7mila milioni. Meglio cambiare. Il mio non è un libro dei sogni, ma un elenco di proposte concrete e fattibili - conclude -. Io sono un romano che ama Roma e la vuole riportare ai livelli che competono a questa grande capitale che fu e rimane l'Urbe per il mondo intero».
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venerdì, 20 gennaio 2006
13 Gennaio 2006

ELEZIONI COMUNALI

Cdl, vertice al bar
senza Baccini

di Mariagrazia Gerina


Dovevano essere in quattro, come gli amici della canzone di Gino Paoli. Appuntamento in un bar di piazza del Popolo per paralare di strategia elettorale e programma comune. Ma Baccini ha già detto che non ci sarà, impegnato a slegarsi dai partiti della Cdl, sarà alla stessa ora con i suoi amici a progettare la nascita della «lista Baccini». Vertice azzoppato, a credere all’intesa programmatica lanciata da Alemanno per savare la faccia sono rimasti in tre.
Alemanno stesso, Antoniozzi, il neo-candidato di Forza Italia e Cutrufo, il candidato della nuova Dc.
Intesa mancata. E scambio di insulti. Con l’Udc Armando Dionisi che non stenta a definire «paradossale» il vertice al bar senza Baccini. «Peccato, perde un’occasione importante», bisbiglia Alfredo Antoniozzi. «La sua decisione vanifica in parte l’obiettivo dell’iniziativa che era quello di delineare una cornice programmatica comune all’intero della quale ogni partito sarebbe stato libero di muoversi, secondo le proprie peculiarità», riconosce Francesco Giro (Fi), consigliere del coordinatore azzurro Bondi. Mentre dall’entourage del candidato Udc fanno sapere che il simbolo della «Lista Baccini» è pronto, mentre ben quattro liste civiche si preparano a sostenere il ministro della Funzione pubblica. Un modo per marcare ancora di più la distanza dagli altri partiti della Cdl, fermo restando, ovviamente, l’appoggio dell’Udc.
No comment da parte del ministro dell’Agricoltura, che incassa la seconda brutta notizia della settimana, dopo l’autorizzazione a procedere per la vicenda del latte «Fresco Blu» della Parmalat (gli 85 mila euro versati da Tanzi alla rivista Area, della corrente di Alemanno, sotto forma di pubblicità). Vicenda su cui il centrosinistra sceglie di non infierire. «Ne ho parlato anche con il sindaco - fa sapere il coordinatore della maggioranza capitolina Silvio Di Francia - che ritiene che la nostra coalizione non debba in alcun modo strumentalizzare, con manifesti o altro, vicende che nulla hanno a che fare con il confronto politico».
Mariagrazia Gerina
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martedì, 17 gennaio 2006
Edizione 5 del 14-01-2006

Berlusconi utilizza le comunali romane per rodare il soggetto unico e valorizzare i più fedeli

Si sceglie il candidato sindaco, a Roma in corsa An, Udc e Dc
di Ruggiero Capone

L’esperto di sondaggi Nicola Piepoli ha già intravisto una via d’uscita alla tenzone capitolina interna alla Cdl: quella che vede Udc, An, Forza Italia e Dc confrontarsi sul candidato sindaco per le comunali romane del 2006. Piepoli ha proposto un ticket a due: e cioè con Gianni Alemanno candidato sindaco del centro-destra, e Mario Baccini o Alfredo Antoniozzi vicesindaco. Ma rimane il problema Mauro Cutrufo, candidato della Democrazia Cristiana: partito a cui Berlusconi ha pochi giorni fa aperto la porta principale della Cdl. Secondo indiscrezioni l’ipotesi Cutrufo avrebbe già animato l’ipotesi di Gianni Alemanno candidato sindaco con vice Baccini o Cutrufo. Infatti pare che Berlusconi non voglia utilizzare Antoniozzi (europarlamentare di FI) come vice, bensì riservare all’esponente azzurro un ruolo più politico, nell’imminente organizzazione del partito unico. Piepoli nell’ultimo anno fa fotografato la situazione romana, raccogliendo dati sufficienti a sostenere la tesi che, tra i tre candidati della Cdl al Campidoglio, Alemanno (candidato di Alleanza nazionale) sovrasta di diversi punti percentuali sia l’esponente dell’Udc che quello di Forza Italia.

E se il sistema delle tre punte a livello locale non paga, allora figuriamoci quello a quattro punte, con un Cutrufo che, secondo i sondaggi, assorbe non poco consenso centrista e democristiano. “La scelta obbligatoria è seguire il naturale organigramma del Comune. Molto però - continua Piepoli - dipenderà da quanto saranno capaci di lavorare insieme come squadra. I romani comunque hanno già deciso: contro Veltroni non c’è storia che tenga”. Essere vice di Alemanno non interessa a Baccini e, soprattutto, all’Udc: il partito di Casini e Cesa non si sente da meno di An e rammenta che queste comunali daranno e le prossime politiche daranno il polso della situazione politica, cioè lo stato attuale dei pesi nella coalizione. Da qui la decisione di Mario Baccini di disertare il vertice dei candidati al Campidoglio della Cdl. Baccini preferisce incontrare i comitati cittadini dell’Udc: al momento impegnati nel definire le liste civiche che sosterranno il ministro della Funzione pubblica alle comunali romane, e che saranno probabilmente presentate entro un mese. Ma la grande attesa è per la lista “Baccini sindaco”, di cui lo stesso aveva parlato e che sarà presentata entro fine gennaio. Ma la grande preoccupazione dell’Udc è la “lista Cutrufo sindaco”, che sembra abbia già raccolto la disponibilità a candidature consiliari da parte di dirigenti romani di ministeri ed Asl: cosa emersa durante la presentazione dell’entrata della Dc nella Cdl.

Infatti alla manifestazione (alla presenza di Silvio Berlusconi e Gianfranco Rotondi) attendevano Mauro Cutrufo un nutrito numero di vertici delle locali pubbliche amministrazioni. La cosa non è passata inosservata, e conseguentemente sono aumentate le quotazioni del candidato della Dc al Campidoglio. E qualche vocina di corridoio parla anche d’una mediazione (che verrebbe condotta da Silvio Berlusconi in persona) che porterebbe a far fare un passo indietro sia ad An che ad FI, e per schierare su Roma il ticket Baccini candidato sindaco e Cutrufo vice: una scelta motivata dal futuro obiettivo della casa comune, in cui a nessun colonnello nei partiti d’origine sarebbe consigliato mettere in scena duelli e battaglie di galli. “Berlusconi intende metterli tutti in riga”, ci suggeriscono dal laboratorio del soggetto unico.
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lunedì, 16 gennaio 2006
Cdl, appello comune delle tre punte
 
Alemanno, Antoniozzi e Cutrufo tracciano le linee guida condivise per i candidati «alternativi a Veltroni»

Massimo Malpica

«Vogliamo lanciare un grande appello a tutte le forze politiche, sociali, economiche e produttive e a tutti i cittadini romani per costruire un grande progetto per Roma e una concreta e vincente alternativa a tredici anni di ininterrotto governo della sinistra sulla Capitale». Parlano con una sola voce gli «attaccanti» designati dalla Cdl per strappare il Campidoglio a Walter Veltroni. Che ieri si sono incontrati, come voleva il candidato di An Gianni Alemanno, per trovare una piattaforma comune,
un «quadro» valido per tutti, all'interno del quale poi sviluppare il proprio programma. Ma, come era peraltro annunciato, al primo piano del bar Rosati nel primo pomeriggio di ieri mancava all'appello uno dei «quattro moschettieri» del centrodestra. Mario Baccini, ministro della Funzione pubblica e in corsa per le insegne dell'Udc, ha infatti deciso di disertare il vertice, lasciando che tra un caffè e una tartina a stabilire le linee guida per proporsi come «Anti-Veltroni», restassero solo Alemanno,
il candidato azzurro Alfredo Antoniozzi e quello della nuova Dc, Mauro Cutrufo. Oltre ai tre, intorno al tavolo di Rosati c'era il coordinatore regionale di An, Francesco Aracri, la sua omologa in Forza Italia Beatrice Lorenzin, insieme al coordinatore cittadino Giampaolo Sodano e al responsabile di Fi per la campagna elettorale nel Lazio, Giorgio Simeoni. Ad accompagnare Cutrufo, infine, i coordinatori per Roma, Antonio Gazzellone, e per il Lazio, Massimo Nardi.
E, insieme all'appello lanciato ai romani affamati di un'alternativa al monopolio amministrativo del centrosinistra nella capitale,
 

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