lunedì, 20 febbraio 2006

Manifesti, Roma "sporcata" dai partiti

Due campagne elettorali combattute fino all'ultima affissione: tra Politiche e Comunali, nel 2006 liste e coalizioni "impacchetteranno" Roma come un dono natalizio. Già si sprecano gli abusi e Veltroni scrive ai colleghi: "Rispettate il decoro dell'Urbe". Inviate le vostre foto per la gallery di RomaOne.it


Roma, 31 gennaio 2006 - Faccioni, sorrisi, cravatte, slogan. Frasi che promettono, che evocano, che criticano, che sfottono persino. E sfondi azzurri, bianchi, rossi, verdi. Ma soprattutto sigle e simboli di partiti, partitelli, liste, coalizioni. Il 2006 sarà anno di elezioni, tanto per cambiare. I manifesti elettorali già spuntano come funghi ovunque in giro per Roma. Dai 6x3 in giù, è un florilegio di misure e proporzioni che "incartano" senza pudore la Città Eterna. Si scatena la fantasia di chi deve scegliere il posto dove piazzarli, il migliore, il più visibile. E vai giù di colla lungo le strade, sulle facciate dei palazzi, addirittura sui monumenti, a ridosso dei parchi, alle fermate dei mezzi pubblici, sui lampioni e persino nelle cabine telefoniche. Le regole ci sarebbero, ma l'abusivismo delle affissioni è una piaga che rimane e che si aggrava puntualmente ad ogni tornata elettorale. L'anno scorso ci si era messa anche la Finanziaria con un condono ad hoc e l'assessore all'Ambiente Esposito aveva parlato a RomaOne.it di "tragedia per questa città".

Per Roma, però, il 2006 non sarà un'annata come le altre. Il 9 aprile si celebra un voto politico che ha il sapore di un giudizio universale: è sufficiente vedere i toni di una campagna elettorale senza esclusione di colpi - e di manifesti - già tre mesi prima. Come se non bastasse, un mese dopo tocca anche rinnovare il Campidoglio. Veltroni voleva l'Election day, chiedeva di mettere tutto insieme e buonanotte. Invece no: la Città Eterna farà appena in tempo ad uscire dal ciclone di carta delle Politiche, che si vedrà subito "rimpacchettata" dagli slogan dei partiti per le Comunali.

Il sindaco ha già affrontato il problema in una lettera rivolta a tutti i partiti: "Mancano poco più di tre mesi alle amministrative, e ancor meno alle politiche, e già i muri di Roma sono imbrattati da manifesti affissi illegalmente". Il primo cittadino ricorda che, accanto a una dura azione condotta contro l'abusivismo, l'amministrazione "ha raddoppiato negli ultimi anni gli spazi per i manifesti della campagna elettorale". Insomma, i luoghi per la comunicazione politica non mancano. Dunque è inutile offendere il decoro di una città che è patrimonio del mondo intero e che sempre più attira il turismo nazionale e internazionale (16milioni di arrivi l'anno) soprattutto in primavera e autunno.

RomaOne.it andrà in giro a fotografare e a documentare gli abusi commessi dai partiti ai danni delle meraviglie dell'Urbe. Chiediamo ai nostri lettori di fare lo stesso. E di spedirci le loro foto a redazione@romaone.it per una "galleria dell'orrore" che sia la più nutrita ed "eloquente" possibile. Perché un voto non val bene uno sfregio.


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postato da: lazio2005 alle ore 01:23 | Permalink | commenti
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