Manifesti, Roma "sporcata" dai partitiDue campagne elettorali combattute fino all'ultima affissione: tra Politiche e Comunali, nel 2006 liste e coalizioni "impacchetteranno" Roma come un dono natalizio. Già si sprecano gli abusi e Veltroni scrive ai colleghi: "Rispettate il decoro dell'Urbe". Inviate le vostre foto per la gallery di RomaOne.it |
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Roma, 31 gennaio 2006 - Faccioni, sorrisi, cravatte, slogan. Frasi che promettono, che evocano, che criticano, che sfottono persino. E sfondi azzurri, bianchi, rossi, verdi. Ma soprattutto sigle e simboli di partiti, partitelli, liste, coalizioni. Il 2006 sarà anno di elezioni, tanto per cambiare. I manifesti elettorali già spuntano come funghi ovunque in giro per Roma. Dai 6x3 in giù, è un florilegio di misure e proporzioni che "incartano" senza pudore la Città Eterna. Si scatena la fantasia di chi deve scegliere il posto dove piazzarli, il migliore, il più visibile. E vai giù di colla lungo le strade, sulle facciate dei palazzi, addirittura sui monumenti, a ridosso dei parchi, alle fermate dei mezzi pubblici, sui lampioni e persino nelle cabine telefoniche. Le regole ci sarebbero, ma l'abusivismo delle affissioni è una piaga che rimane e che si aggrava puntualmente ad ogni tornata elettorale. L'anno scorso ci si era messa anche la Finanziaria con un condono ad hoc e l'assessore all'Ambiente Esposito aveva parlato a RomaOne.it di "tragedia per questa città". |
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